25 Aprile anno 2009 - Quinta edizione di "SCRIVIAMO la LIBERAZIONE"
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Ankaŭ hodiaŭ, kiel estas jam fine daŭrigita tradicio, ni supreniris al la Monto de S. Anĝelo, zono de unu el la plej kruelaj nazifaŝismaj masakroj plenumitaj en la nia Regiono dum la periodo de partizana lukto, por celebri kun necesa soleneco la 64an datrevenon de Liberiga milito.
Ankaŭ hodiaŭ ni relegis kun emocio la nomojn de la tridek tri personoj inter la partizanaj knaboj kaj la senarmilaj civiluloj (pli kvar nekonatuloj) masakritaj dum la nokto inter la 3a kaj la 4a de Majo 1944a jaro.
Inter la multaj tiaĝoj legitaj, la atestoj rakontitaj el la voĉo de supervivintoj kaj la dolĉaj kantoj kai sonoj de Rezistado, mi estus volinta citi belegan poezion de partizano venita el proksima loko kiu tamen mi, min preparinte por skribi tiujn ĉi vortoj, lastmomente ne pli trovis tie ĉi inter miaj paperoj. Proponu al mi de aldoni ĝin ĵus mi retrovos la perditan folion.
Ankaŭ tiujare, kiel kutime, la venontan 10an de Majo ni celebros la datrevenon da la hombuĉado kun plenaj honoroj al la falintoj, kun plena nia intenco de konservi pri ĝi memoron kaj transiĝi ĝin al la junaj generacioj kaj kun plena volo de defendi la Italan Costitucion naskitan el la Rezistado.
Kostitucio pli kaj pli kaŝtrompe minita kaj interne vakigita far la malamikoj de la Rezistado, far la netoleruloj al la VERA Demokratio kaj far la malnovaj kaj novaj nostalgiuloj de Faŝismo HONTO de Italio, kiuj (malhonore, lasu min diri tion) la itala popolo “demokrate” sendis ankoraŭfoje al la regado de nia Lando.
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25 Aprile anno 2009 - Quinta edizione di "SCRIVIAMO la LIBERAZIONE"
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Anche oggi, come tradizione ormai consolidata, siamo saliti sul Monte S. Angelo, teatro di una delle più efferate carneficine nazifasciste perpetrate nella nostra Regione nel periodo della lotta partigiana, per celebrare con la dovuta solennità il 64° anniversario della Liberazione.
Anche oggi abbiamo riletto con commozione i nomi dei trentatre tra i ragazzi partigiani e i civili inermi (più 4 ignoti) trucidati nella notte tra il 3 e il 4 Maggio 1944.
Tra le tante cose lette, le testimonianze raccontate dalla voce dei sopravvissuti e i canti e i suoni dolci della Resistenza, avrei voluto citare la bellissima poesia di un partigiano di un paese vicino che però nell'accingermi a scrivere queste parole non m i sono più ritrovato qui tra le mie carte. Mi riprometto di aggiungerla appena rintraccerò il foglio smarrito.
Anche quest'anno, come sempre, il prossimo 10 Maggio celebreremo l'anniversario dell'eccidio con tutti gli onori ai caduti, con tutta la nostra intenzione di conservarne e tramandarne la memoria alle giovani generazioni e con tutta la nostra volontà di difendere la Costituzione Italiana nata dalla Resistenza.
Costituzione sempre più subdolamente minacciata e svuotata dal di dentro dai nemici della Resistenza, dagli insofferenti alla VERA Democrazia e dai nostalgici vecchi e nuovi del Fascismo VERGOGNA d'Italia, i quali (disonorevolmente, lasciatemelo dire) il popolo italiano ha "democraticamente" mandato ancora una volta al governo del Paese.
BIAGIO CRISTOFARO
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Dopo la strage (*)
Sorgiamo da questa terra,
andiamo incontro al nostro destino;
se la morte non ci coglierà,
la mamma ci carezzi i capelli
e pianga e sorrida fra le lagrime.
Andiamo.
Il nemico è vicino numeroso e potente,
e se la spia denuncerà chi ci ospita,
le granate dei mortai spianeranno queste case
seminando la morte e la distruzione.
Perché dobbiamo lasciare queste stanze
e un praticello di profumi?
Il sole splende,
gli uccelli cantano,
le api ronzano sui fiori,
ma non c'è pace,
non c'è felicità.
Vorremmo non lasciarla questa terra
per nasconderci dentro la sua fossa;
meglio restare accanto ai caduti,
e che nessuno si accorga della cenere.
Un fiume scorre tra i giardini,
Il salice trema nella bella corrente,
sul fieno odoroso si sogna l'amore,
ma laggiù ci uccideranno gli uomini
che ci negano ogni diritto
se scenderemo dalla montagna:
"Ricordati che se non è oggi
sarà domani la tua ora
quando ti chiuderemo le strade,
e morirete tutti,
Ché nessuno perdona al partigiano,
e scampo non v'è per lui".
Ma il cuore deve tacere
con una stretta di ferro.
Andiamo.
I nemici sono vicini numerosi e potenti,
e se conosceranno chi ci accoglie
li aduneranno con minacce e percosse,
li metteranno al muro per la fucilazione,
il pane offerto sarà scontato,
uccideranno le donne che ci sorrisero,
gli uomini perché fratelli nostri,
l'annegheranno nel vino la rabbia e la sconfitta.
O signore,
rivedremo i luoghi della strage recente
ripetendo il cammino!
Questi che ci salutano
con gli occhi rossi di pianto,
con la voce rotta dai singhiozzi,
sono andati a vederli:
"Uno giaceva con le braccia aperte sul cespuglio
coi capelli neri e ricciuti;
e c'erano due bambocci,
l'uno bruno, l'altro biondo;
e gli altri, gli altri!
Li lasciano al vento
alla pioggia
al sole rovente;
e tanto è necessario
perché non trionfino gli assassini
tormento dell'umanità".
Non ci vergogneremo della fuga
rivedendo la valle in cui precipitammo
dal monte su Sigillo,
tra le Marche e l'Umbria;
i balzi paurosi
nel canale di pietra viva
i massi abbracciati sotto la mitraglia
la macchia raggiunta nell'affanno
di sudore e di sangue,
la vista ottenebrata
dal nugolo nemico,
dall'urlo della bella sfollata:
"Maledetti ribelli!"
O montagna,
ti penseremo sempre,
non ti scorderemo mai,
nel sogno ti parleremo,
riposeremo nel tuo cuore,
al canto degli adolescenti
legati a un albero
col cuore spezzato.
Tu sei la terra umida e bruna
destinata alla nostra vita,
destinata alla nostra morte;
ma i nostri fratelli non sono morti
non sono morti i fratelli nostri.
Pubblicata ne: IL VOLO, poema e poesie varie. Edizioni Sole, Litostampa Nomentana Roma, 1972.
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e 4 giovani ignoti, trucidati dai nazifascisti il 4 maggio 1944.
VIVA LA RESISTENZA!
VIVA LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA!
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5 Komentoj / Commenti:
E' triste che gli Italiani abbiano messo in così pessime mani i destini del loro paese. Ciò che consola è che comunque c'è tanta gente che continua ad impegnarsi per la difesa della Costituzione e dei suoi principi fondamentali. Per questo non mi perdo d'animo: sono fermamente convinto che i nodi verranno al pettine e la gente, presto o tardi aprirà gli occhi. Un caro saluto, Fabio
Finalmente... io mi sono interrogato sul significato della Liberazione oggi: che senso ha festeggiarla se poi permettiamop tanti "piccoli" fascismi?
Bravo Irnerio!
Un caro saluto anche a te,
Artemisia
Inappuntabile,caro Irnerio,come sempre.
Mi associo a Fabio,perchè 'addavenì baffone'!
Cistiana
Un caro saluto, Fabio
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