11/09/07

HODIAŬ, 11 DE SEPTEMBRO, MI PAROLOS VIN PRI LA 21-22 DE JULIO 2001, KAJ NE DE 11 DE SEPTEMBRO.

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Oggi, 11 settembre, vi parlerò brevemente del 21-22 luglio del 2001, non dell’11 settembre.
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Karlo Lukarelli, la pasinta dimanĉo ĉe la RAI3, je dudek unua horo, dediĉis unu epizodon de la programo “Blu Notte“ al misfama G8 de Genovo de la 20-21-22 de julio 2001.
Poste la komencaj notoj, mi intencis je ne daŭrigi la vido de ĝi, mi antaŭvidinte ke tio estus kaŭzinta al mi suferon. Okazas min kiam mi revidas imagojn de la plej hontinda paĝo de nia pli freŝdata historio, kaj ĉiufoje estas pli kaj pli malbone.
Sed tutkompletaj miaj familianoj estis vidintaj “Blu Notte”, krome ili estis disigitaj inter salono kaj kuirejo, do mi, kvankam malatente, ne povis eviti de a
ŭskulti kaj vidi la programon dum mi estis klopodinta de ripari PlayStation de mia dekunujara nevo, ruiniĝe karambolitan teren (aferon kiun mi konkludis hodiaŭ).
Mi ne diros neniam pri tiu masakro. Ne utilas aldoni voĉon de sinjoro nulo inter multaj aliaj; kiel, laŭ mia opinio, ne utilas fari ĝin por la datreveno de la dek unu de septembro. Malgraŭ ke neniu, mi kredas, pri la ambaŭ nekredeblaj faktoj, povas diri de koni verecon.
Tio utilas nur por konservi sian memoron.
Anstataŭe mi volus fari apelacion al la geamikaj blogantoj, precipe al tiuj kiuj estas la plej sekvitaj, por ke oni levas niajn voĉojn por peti, per niaj blogoj, ke oni kreus necesajn medialajn kondiĉojn por finfine establi
ĝi Parlamentan Komisionon de enketo pri la G8 de Genovo. Nur se estos serioza komisiono kaj ne tutfarsa kiel tiujn kiujn oni lastatempe establis kian ilon por trafi la politikajn adversulojn (ĝis kaj trans la limito de leĝeco).
Mi skribas ĉi tie ankaŭ se mi estas konscia ke estas la sama ke noti en la kamentubo. Mi provos fari sintezon de ĉi tiu posto kaj publikigi ĝin kiel komento en la blogoj de geamikoj kiuj „gravas“ pli ol mi.
Intertempe mi dankas kiujn legos almenaŭ ĉi tiun apelacion.


Carlo Lucarelli, domenica scorsa su RAI 3, alle ore 21, ha dedicato una puntata del programma “Blu Notte” al famigerato G8 di Genova del 20-21-22 luglio 2001.
Dopo le prime battute, ero intenzionato a non proseguirne la visione, prevedendo che mi avrebbe provocato sofferenza. Mi succede quando rivedo le immagini della più vergognosa pagina della nostra storia recente, e ogni volta sempre peggio.
Però i miei familiari al completo stavano vedendo “Blu Notte”, e per di più divisi tra salotto e cucina, quindi io, pur distrattamente, non ho potuto fare a meno di ascoltare e vedere il programma mentre stavo cercando di riparare la PlayStation di un mio nipote undicenne rovinosamente impattata al suolo (cosa che ho terminato di fare oggi).
Non dirò niente su quel massacro. Non serve aggiungere la voce di un signor nessuno tra le tante; come, a mio parere, non serve farlo per l’anniversario dell’11 settembre. Anche se nessuno, io credo, su entrambi gli incredibili fatti, possa dire di conoscere la verità. Serve soltanto per conservarne la memoria.
Vorrei invece fare un appello agli amici blogger, specie a quelli più seguiti, affinché si levino le nostre voci per chiedere tramite i nostri blog che si creino le necessarie pressioni mediatiche per far istituire finalmente una Commissione Parlamentare d’inchiesta sul G8 di Genova. Purché seria, e non burla come quelle che si sono istituite ultimamente come mezzo per colpire gli avversari politici (fino oltre il limite della legalità).
Lo scrivo qui pur rendendomi conto che è quasi come averlo scritto sull’acqua.
Cercherò quindi di fare una sintesi di questo post e di pubblicarlo come commento nei blog degli amici che “contano” più di me.
Intanto ringrazio coloro che leggeranno almeno questo appello.

14 Komentoj/Commenti:

Anonimo ha detto...

Sto aspettando.Falla tosta la sintesi,come sai fare tu.
(sempre se faccio parte dei tuoi blog amici,naturalmente).

Cristiana

Nicola ha detto...

Ti sembrerà strano, ma la cosa che mi commuove di più sulla vicenda è la scritta "Carlo Giuliani RAGAZZO" come nuovo nome della strada

Artemisia ha detto...

Non ho visto ancora quella puntata di Blu notte ma l'ho registrata. Mi faro' coraggio...

Fortikaĵulo (alias Irnerio) ha detto...

@ Tutti:
Ho postato un commento relativo all'argomento, in tutti i blog conosciuti (da me).

@ Nicola:
Non mi sembra strano, è una cosa che ha commosso tutti. La contrapposizione del grande cuore di tantissimi ragazzi italiani di fronte alla violenza fredda, cieca, criminale delle bestie che hanno commesso quei crimini.

@ Artemisia:
Non si tratta di coraggio, ma di rabbia; quella che ti corrode il fegato e ti fa stare male.

caramella-fondente ha detto...

Irneri, possiamo aprire un blog con più utenti cointestatari sul quale riportare tutte le notizie che ricercheremo su internet e pubblicare....dopodichè quando abbiamo un po di materiale argomentativo (possiamo rintracciare anche gli amici o il padre di Carlo Giuliani)vediamo il da farsi...per ora possiamo iniziare ad aprile il blog "GENOVA 2001"...tu che dici?

caramella-fondente ha detto...

Di seguito riportiamo il testo della lunghissima missiva in risposta, giunta ieri sull’e mail della redazione, in merito al resoconto del Quaderno.it sul convegno “La Politica e i Movimenti – Genova 2001: verità, giustizia e nuove mobilitazioni”, organizzato dalla Federazione provinciale di Rifondazione comunista lo scorso 7 settembre.
Chi scrive, in ossequio alla logica della responsabilità e alle regole del buon giornalismo, firma i propri pezzi. E non ha mai nascosto la differenza tra il resoconto dei fatti e le visioni personali. Contrariamente, la nota di cui appresso, è firmata “Centro Sociale Autogestito Depistaggio”. E’ una sigla che non individua alcun soggetto personalmente responsabile per ciò che scrive o dichiara. L’assenza di un interlocutore - fisicamente e giuridicamente individuabi
le – priva di senso qualsiasi risposta a tale nota.
Non è un bene. Perché in democrazia la dialettica è vitale, sviluppa la coscienza civica e fa evolvere la società. Non potendo rispondere, diamo comunque conto delle idee altrui espresse. Nel rispetto di esse, come si conviene in democrazia. Auspicando analogo rispetto, ché nessuno può ritenersi depositario della verità.
In tal senso, comunque, non impressionano le inquietanti evocazioni a proposito di coloro che, secondo il CSA, letto il mio resoconto, potrebbero andare, nei miei confronti, addirittura oltre il solo “ghigno rabbioso e a denti stretti”. L’evocato o il suggerito è inquietante, ma io resto sereno per aver fatto, a viso aperto, il mio dovere di cronista: piaccia o meno al CSA.
(Preme avvertire che dal testo della missiva sono state eliminate le espressioni potenzialmente diffamatorie e punibili dalle leggi vigenti, naturalmente a carico di chi è personalmente individuabile, in questo caso il direttore responsabile del Quaderno, per responsabilità oggettiva nella diffamazione derivante dal mancato controllo.)
Mariano Iadanza

“Caro direttore,
quello che è accaduto a Genova nel luglio del 2001 non finirà mai di suscitare discussioni, accendere polemiche, provocare, dividere, spaccare. E questo, data l’enormità dei fatti in questione, ci pare comprensibile. Meno comprensibile, quando si parla di Genova, ci sembra il ricorso ad analisi apparentemente lucide e distaccate, a commentini sprezzanti e sbrigativi, a comodi e rassicuranti voltapagina. O, peggio ancora, a interpretazioni inquinate da un atteggiamento spudoratamente pregiudiziale, basato più sull’ignoranza interessata dei fatti e la compiacenza di lettori “che la pensano allo stesso modo”, che sulla conoscenza dettagliata di dati e informazioni.
Noi del Depistaggio a Genova ci siamo stati. Abbiamo visto, udito, toccato. Abbiamo vissuto quella “enormità”. Siamo stati, e siamo, testimoni. Abbiamo il diritto di dire, di raccontare, quello che è successo.
Purtroppo però quello che è successo a Genova è, letteralmente, “irriferibile”. Incomunicabile. Intraducibile. Come si fa a comunicare qualcosa che assomiglia alla sospensione della democrazia? Come si fa a raccontare dei pestaggi arbitrari, delle umiliazioni fisiche e psicologiche, degli abusi di potere, delle violenze protette, delle prove falsificate, delle responsabilità politiche, della morte violenta di un ragazzo di vent’anni? Come si fa a trasmettere tutto questo a chi non c’era, a chi si permette il lusso di dire “violenti” solo perché ha visto l’edizione serale del Tg1 e si è fatto un’opinione sulla base di un servizio di 3 minuti? A quelli che credono che sfondare un bancomat sia infinitamente più grave che togliere la vita a una persona?
Lo si fa con le immagini. Decine e decine di foto, ore e ore di video, di riprese, effettuate da decine di giornalisti, fotografi professionisti e fotografi improvvisati, operatori televisivi, manifestanti, cittadini di Genova. Che non hanno esitato a documentare per potere informare.
Con le testimonianze. Centinaia di dichiarazioni suffragate da quelle immagini e confermate già dalle prime indagini dei magistrati. Testimonianze spesso inoppugnabili. A volte interpretabili. Sempre agghiaccianti.
Con i processi. Che, se non delle condanne giudiziarie, almeno hanno emesso un verdetto politico chiarissimo: a Genova le forze dell’ordine non hanno garantito nessun ordine, come avrebbero dovuto fare e c’è stato un omicidio ingiustificabile.
Con il lavoro di alcuni media. Quelli che hanno avuto il coraggio di scavare, di ricostruire. Svelando le colpevoli responsabilità di funzionari e agenti di polizia e classe politica di allora.
Con il lavoro del Movimento. Controinchieste ancora più ferrate di quelle prodotte dai media ufficiali. Ricostruzioni infarcite di dati fino all’estenuazione, e condotte con piglio anti-ideologico, più che con furore fondamentalista (e basterebbe vederne una delle tante per convincersene).
È così che il racconto di Genova diventa possibile. È così che l’interpretazione politica di Genova, non quella giudiziaria, come è giusto che sia, si fa “accertamento” della verità. Vale a dire, esercizio di democrazia.
L’irriferibile, dunque, è proprio ciò che andava riferito. L’irriferibile poggia sulle solide basi di 6 anni di inchieste, documenti, resoconti, ogni volta più precisi, ogni volta più articolati, ogni volta più obiettivi. Sulle fondamenta di ciò che un’informazione libera in un paese libero è chiamata a fare.
È perciò con un sorriso amaro e un’incredulità rabbiosa che, dopo tutto quello che è stato raccontato, dimostrato su Genova, leggiamo di “spot propagandistici, verità manichee, accuse senza prove, al massimo indizi” a proposito delle frasi pronunciate da Giuliano Giuliani nello scorso dibattito del 7 settembre a Benevento. O dell’accusa di “retorica” lanciata a quanti, presenti a Genova, si dicono “fratelli di Carlo Giuliani”, e lo dicono solo perché hanno la piena consapevolezza che quel proiettile poteva davvero toccare a chiunque di loro (accusa ultraprevedibile, peraltro, formulata mille volte, esempio eclatante di “anti-retorica retorica”).
Sì, tutto questo ci provoca un ghigno a denti stretti.
Ma il fatto è che non sappiamo se, di questa indigeribile manifestazione di cecità, riescano a sorridere anche i manifestanti picchiati per le strade, o quelli colpiti nel buio protetto della caserma di Bolzaneto, o quelli feriti permanentemente nella Diaz, o tutti quelli che in un modo o nell’altro sono stati presi a calci in faccia a Genova.
E se, sommando ingiustizia a ingiustizia e morte civile a morte fisica, ci riesca pure il nostro fratello Carlo Giuliani.
Non si tratta né di noi, né del tono supponente e delle frasi sciatte, al limite della disinformazione, con cui si è affrontato un pezzo infamante della recente storia italiana.
Il fatto è, caro direttore, che gettare luce sugli eventi di Genova servirà a qualcosa di più grande che restituire patenti di dignità a chi ha usato la mano pesante. Servirà a ridare forza, slancio, verità, a quella che, un po’ stupidamente e a dispetto delle mille contraddizioni che la smentiscono ogni giorno, ci ostiniamo a chiamare democrazia.

CSA Depistaggio

caramella-fondente ha detto...

Tu sai qualcosa di questo CSA di depistaggio? Chi sono?
Scusa se ho invaso il tuo spazio....

Fortikaĵulo (alias Irnerio) ha detto...

Niente scuse Caramella, anzi grazie!
Sono d'accordo sulla tua proposta, ottima idea per cominciare poi vedremo. Domani e nei prossimi giorni vedremo se siamo in numero sufficiente per praticare questa strada. Ho visto tempo fa che Tafano ha avuto contatti diretti con Heidi Giuliani. Proverò a coinvolgerlo.
La trasmissone di Lucarelli ha smosso qualcosa perché di commissione d'inchiesta se ne sta parlando un po' di più. Ad es. anche in una lettera all'Unità di oggi.

Riguardo alla tua citazione condivido in toto la posizione del CSA Depistaggio che non conosco, e mi sembrano invece prtestuose le critiche del giornalista Iadanza, anche quando, anzi soprattutto quando parla di vaghe presunte minacce che coglie solo lui evidentemente dotato di una bella coda di paglia come dimostrano queste sue parole:

"In tal senso, comunque, non impressionano le inquietanti evocazioni a proposito di coloro che, secondo il CSA, letto il mio resoconto, potrebbero andare, nei miei confronti, addirittura oltre il solo “ghigno rabbioso e a denti stretti”. L’evocato o il suggerito è inquietante, ma io resto sereno per aver fatto, a viso aperto, il mio dovere di cronista: piaccia o meno al CSA."

Ma quale evocato, quale suggerito? Quale andare oltre...? Io non lo vedo, anzi faccio mio il presunto minaccioso "ghigno a denti stretti" e "l'incredulità rabbiosa". Se lui permette, ne abbiamo il sacrosanto diritto, e anche dovere!
Posso essere invece d'accordo con lui sul discorso della identificabilità di chi scrive, ma non è obbligatorio firmarsi quando non si prende di petto nessuno in particolare. A meno che tutto quanto c'era di minacciopso e di illecito non sia stato censurato come sembra di capire dall'ultima frase del giornalista, compreso "l'andare oltre". Ma se anche fosse, allora perché censurare e poi riferirne il senso? Mah!. Comunque mi pare che il CSA usa toni duri (anche io li uso) ma corretti e soprattutto di sostanza. Che è quella che conta e che vorrei si diffondesse, non per spirito di vendetta, ma di giustizia.

Nel sito de "il Quaderno" c'è un articolo in cui è indicato il nome del responsabile del CSA Depistaggio che ha partecipato al dibattito del 7 sett. a Benevento di cui trattasi: Alessio Fragnito.

Grazie ancora caramella (sei la caramella perugina più buona del mondo).

Fortikaĵulo (alias Irnerio) ha detto...

Nel commento che segue scriverò il testo(rivisto e corretto) dell'appello che ho inviato a numerosi blogger. Se qualcuno di passaggio lo leggesse e decidesse di farne uso, o ne volesse prendere ispirazione per contribuire alla sensibilizzazione, lo ringrazio di cuore anticipatamente.
Irnerio

Fortikaĵulo (alias Irnerio) ha detto...

Mi scuso se quello che scrivo esula dall’argomento del post, ma vorrei approfittare per fare un appello.
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L’11 settembre scorso, invece di parlare anch’io inutilmente dell’anniversario dell’11 settembre 2001 (concordo con quanto scritto dal Tafano: http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2007/09/le-due-torri---.html ), ho preferito dedicare un post alla trasmissione di Carlo Lucarelli “Blu Notte“, dedicata al G8 di Genova 2001, domenica 9 u. s. ( http://fortikajxuloesperantablogo.blogspot.com/2007/09/hodia-11-de-septembro-mi-parolos-vin.html ).
Sono convinto che su quanto è accaduto a Genova il 21 e 22 luglio 2001 fosse assolutamente necessario istituire subito una seria e urgente Commissione Parlamentare d’inchiesta. Che ovviamente non è stata mai istituita fin tanto che hanno governato gli stessi su cui ricade la responsabilità politica e morale di quel crimine gravissimo. Vergogna inaudita per un Paese che ancora vuol considerasi civile e democratico. Adesso da più di un anno il Governo è cambiato, ma non so quanto sia cambiato il clima di insabbiamento dei più o meno gravi soprusi e offese perpetrati in continuazione nei confronti dei cittadini. E’ una ferita che a causa della generale indifferenza istituzionale non si rimargina, ma anzi si allarga sempre di più. Lo stesso Lucarelli non ce l’ha raccontata come una bruttissima storia passata, ma come una dolorosissima attualità. I fatti ormai sono abbastanza chiari da consentirci di pretendere giustizia.
Io ritengo che si debba insistere dal basso facendo sentire la nostra voce. Non lo propongo sulla scia del successo del V-day (non me lo sogno nemmeno di avere le stesse possibiltà di ascolto), è una cosa di cui ho parlato spesso anche nei blog e a cui personalmente darei la priorità politica assoluta. Se non altro per riscattare la dignità dei cittadini direttamente o indirettamente calpestati da quella sospensione fascista della democrazia e dei diritti sanciti dalla Costituzione. Per riscattarci tutti agli occhi dell’Europa e del mondo.
Cosa possiamo fare per sensibilizzare il maggior numero di persone su questo tema?
Cercherò di inviare questo appello anche ai blog di Grillo e di Franca Rame.
Se siete d’accordo, vi pregherei di fare altrettanto in altri blog. Grazie.
Irnerio

caramella-fondente ha detto...

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=205381

Ho trovato questo articolo, prova a dargli un occhiata.....
Inquietante, vero?

caramella-fondente ha detto...

Ce l ho fatta...a volte non riesco a pubblicare il commento....sto rifacendo la prova....

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=205381

Fortikaĵulo (alias Irnerio) ha detto...

Il tono lo conosciamo, è tipico di chi comincia a stringerglisi le chiappe e allora sputano me... da altri orifizi. Di chi, nonostante i mezzi che hanno, vedono crollare il muro di disinformazione che avevano costruito. Gli stessi che l'anno scorso non volevano accettare le dimissioni del senatore Malabarba perché vedevano, nella entrata in Parlamento in sua vece di Haidi Giuliani, una seria minaccia alla maldestra opera di cancellazione della verità sull'infamia 21/22 luglio 2001. Ancora sperano di abbindolare il popolo non bue (quello che li vota, o è come loro o lo hanno già abbindolato facilmente da anni) nonstante le centinaia di foto, video, tastimonianze che hanno messo in luce tutto lo schifo macroscopico di Genova 2001. Sono come quegli assassini che lasciano impronte dappertutto e poi si proclamano innocenti e immacolati.
Lucarelli non ha fatto altro che mettere insieme un po' del materiale (cd ecc.) che alcuni di noi conoscevano in quanto distribuito dai media non asserviti al regime.
Ora quei materiali li hanno potuti vedere milioni di italiani e allora a qualcuno monta la fifa.
La verità spesso fa male e quella su Genova spero che sia dolorissima per i responsabili come lo è stata per noi vittime dirette o indirette.

M E R D A C C E che però si riempono la bocca tutti giorni di LIBERTA', DEMOCRAZIA, DIRITTI...

CODE DI PAGLIA M O S T R U O S E E E ! ! !
V E R G O G N A T E V I I I ! ! !
V A F F A N C U L O O O ! ! !
G I U S T I Z I A ! ! !

Avessero almeno la furbizia del criminale professionista che non torna mai sul luogo del delitto. NO! Manco quella!
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Incazzosissimamente da Irnerio

Anonimo ha detto...

Pare che la Commissione si stia avvicinando e che si farà.
Io da sei anni, da quelle orrendissime giornate, ci tengo a sotolineare una serie di cose: fu tentata una svolta autoritaria in Italia. Se essa non ci fu, lo si deve a vari fattori. Uno è la presenza a Genova delle "nuove tecnologie" (videocamere, videotelefonini eccetera) che permisero di documentare l'accaduto e di renderne consapevole l'opinione pubblica italiana e mondiale.
Ma anche la reazione che ci fu dopo il G8 all'interno di polizia, carabinieri e guardia di finanza: per la maggioranza di loro il patto di fiducia tra cittadini e forze dell'ordine è uno dei fondamentali pilastri di uno stato democratico. Dalle violenze di Genova restarono ferite non solo le vittime vere e proprie, ma anche tantissime coscienze, sia civili che poliziesche. In quel luglio parlai con alcuni uomini delle forze dell'ordine che conosco di persona: erano indignati e preoccupati per l'accaduto.
Non dimentichiamolo mai: guai a tutti quando in un paese polizia e cittadini si guardano con odio, guai a tutti quando tra forze dell'ordine e cittadini crolla il rapporto di sostanziale fiducia.
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